Emilio Tadini (1927-2002)

Laureatosi in lettere nel secondoo dopoguerra, Emilio Tadini porta sulla scena culturale italiana una ventata di originalità e vivacità.

 

Parallelamente all'attività letteraria, sin dall'inizio degli anni Cinquanta si dedica con successo alla pittura esponendo per la prima volta a Venezia, alla galleria del Cavallino, nel 1961. 

Tadini predilige i grandi cicli e costruisce il quadro tramite la sovrapposizione di piani, traendo vitalità dalla giustapposizione degli elementi temporali (passato e presente, ossia ricordo e realtà) ed emozionali (comicità e tragedia). Fondamentale per l'artista sono i contributi del Cubismo (nel suo rapporto con l'arte negra) e del Surrealismo che, con mezzi diversi, "cercano di dilatare le possibilità della ragione espressiva in nuove regioni del reale". 

La contemporaneità degli avvenimenti è una costante dell'arte pittorica di Emilio Tadini, nei cui cicli tematici, per alcuni versi ricollegabili alla Pop Art, confluiscono elementi letterari, personaggi, sogni ed oggetti quotidiani.

 

Dopo gli anni Sessanta sue personali e collettive hanno luogo con frequenza in gallerie, aree pubbliche ma anche in musei in Italia, a Bologna, Milano, Roma, Siena, Venezia, in Europa, Anversa, Bruxelles, Londra, Parigi, Stoccolma, e America.

Commentatore del Corriere della Sera, nel 1997 Emilio Tadini ha ricevuto la nomina a presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Brera.

"Fiaba"

2000

olio su tela

100 x 80 cm

 

Provenienza: Collezione Privata, Milano.

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