Gianfranco Zappettini (1939)

Gianfranco Zappettini è  uno dei maggiori esponenti della Pittura Analitica, legata all'analisi dei mezzi operativi e dei processi pittorici. Nel 1962 entra nello studio genovese dell’architetto tedesco Konrad Wachsmann e assieme al pittore tedesco Winfred Gaul frequenta l’ambiente artistico in Germania e Olanda; la frequentazione di Wachsmann ne influenza la pittura, orientandola verso una ricerca di tipo strutturale.  Nel 1971 è invitato alla mostra “Arte concreta” al Westfälischer Kunstverein di Münster, a cura di Klaus Honnef, alla quale partecipano anche Lucio Fontana, Fausto Melotti, Bruno Munari, Mario Nigro, Mario Radice, Manlio Rho, ed espone nelle principali mostre sulla situazione della pittura di quegli anni.

 

I quadri “bianchi” vengono realizzati da Zappettini partendo da una tela preparata al nero e determinando un numero di mani di acrilico bianco misto a polvere di quarzo, che ritiene necessarie per coprire definitivamente il colore nero. Le Superfici analitiche vengono esposte a partire dal 1973 in mostre personali e collettive in Italia e in Europa; tra le personali dedicategli in quasi cinquant’anni di attività da spazi pubblici e privati, vanno almeno citate quelle tenute al Westfälischer Kunstverein (Münster, 1975), all’Internationaal Cultureel Centrum (Anversa, 1978), al Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce (Genova, 1997). Di recente Zappettini si è concentrato sul valore metafisico della trama e dell’ordito.

Attualmente vive e lavora a Chiavari.

Superficie analitica n. 310

1974

tecnica mista / tela

40x40 cm

 

Provenienza: Collezione privata, Bergamo, Italia.

                    

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