Lucio Fontana (1899-1968)

Lucio Fontana, figura chiave dell'Avanguardia artistica negli anni cinquanta del novecento, nacque a Rosario di Santa Fè, in Argentina. I genitori erano di origini italiane.

La prima formazone artistica si svolse presso il padre scultore, studiando contemporaneamente alla scuola dei maestri edili dell'Istituto Tecnico "Carlo Cattaneo" di Milano.

 

Negli anni trenta sviluppò un interesse nei confronti della figura umana e delle le forme astratte, inaugurando una fase produttiva all'insegna della sperimentazione sia figurativa che tecnica. Nel 1934 insieme a Fausto Melotti, Atanasio Soldati e Mauro Reggiani aderì al movimento parigino "Abstraction-Création". Dal 1935 al 1939 si dedicò con particolare intensità all'attività di ceramista, lavorando intensamente ad Albisola, nella manifattura dell'amico Giuseppe Mazzotti.

In Argentina, Fontana lavorò come scultore ottenendo numerosi premi e riconoscimenti: tenne corsi di modellato a Buenos Aires, presso "Altamira, Escuela libre de artes plàsticas", che divenne un importante centro di diffusione culturale.

 

Nel 1946 per la prima volta il termine Concetto Spaziale apparve nel titolo di un gruppo di disegni da lui realizzati: avrebbe accompagnato tanta parte della sua produzione successiva. Tornato a Milano, firmò nel 1947 il primo Manifesto dello Spazialismo insieme ad un gruppo di giovani artisti, mentre nel 1949 iniziò la serie dei "Buchi". A partire dal 1958 concepì la serie dei "Tagli", tenendo numerose esposizioni in Italia e all'estero.

La serie delle Fine di Dio, costituita da monocrome tele ovali a volte ricoperte di lustrini cosparse di fori o tagli, fu creata ed esposta a partire dal 1963. 

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