Marcello Lo Giudice (1957)

Marcello Lo Giudice è considerato uno degli artisti puù innovativi della nuova frontiera dell'arte d'avanguardia europea, equivalente dell'espressionismo astratto.

 

Nascee a Taormina e dopo essersi laureato in Geologia presso l'Università di Bologna frequenta l'Accademia di Belle Arti di Venezia, studiando con tre protagonisti dell'arte italiana della seconda metà del XX secolo: Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso e Virgilio Guidi.

Il suo originale progetto lo porta a sviluppare uno stile di pittura in cui "l'energia della luce si fonde con la metamorfosi del materiale per creare remote visioni geologiche", come il critico d'arte francese Pierre Restany, nonchè co-creatore del Nuovo Realismo, asserisce.

 

La pittura di Lo Giudice "è strutturata su una serie di interventi sulla tela in cui i colori, olio e pigmenti, sono distribuiti secondo spessi rivestimenti, sepolti l'uno dall'altro, sommersi e poi fatti riemergere dalla superficie in diverse fasi (con colpi di spatola, abrasioni, sottrazioni, livellamenti)". Riconosciuto sin da subito come artista di spirito internazionale, tiene esibizioni a Montreal e Muscat, stabilendo una presenza più forte e duratura in Francia.

Relativamente alla sua scultura Lo Giudice afferma: «Coi Totem e le Primavere non ho abbandonato la pittura, si tratta di una continuazione: ho voluto ampliarla sperimentando nuovi materiali come la ceramica». Marcello Lo Giudice vive e lavora tra Milano, Parigi e Noto.

Eden Blu
2013, olio e pigmento su tela, 140x140 cm
Dalla Primavera di Botticelli
2010, ceramica e molle di materasso, 40x25x12 cm
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